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| Potenze con esponente naturale |
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Possiamo
moltiplicare 5 per tre volte con se stesso, cioè formare il prodotto 5 × 5 × 5
e indicarlo con 53. Possiamo farlo con qualsiasi
numero (reale) e usare simboli astratti: Se a
è un numero, la notazione a3
sta a indicare a × a × a,
e se vogliamo lasciare in sospeso anche il numero dei fattori, scriviamo an
( "a alla n"),
dove n
rappresenta
un numero naturale qualsiasi (n = 1, 2, 3,...)
. Chiamiamo
- an
una potenza (la "potenza n-esima
di a"; si
dice anche:
"a elevato
alla n"),
- a la base
- n l' esponente.
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numeri reali e numeri naturali
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Per
lavorare con espressioni del genere si può applicare la seguente
regola (identità)
di importanza fondamentale:
Qui a rappresenta un
numero reale qualsiasi. m
e n possono -
per
ora - essere numeri naturali arbitrari (m, n = 1, 2, 3,...)
La dimostrazione consiste nel contare i fattori: 53 (cioè 5 × 5 × 5)
moltiplicato per 54 (also 5 × 5 × 5 × 5)
è il prodotto di 5 con se stesso moltiplicato per 7 volte, cioè 57
ovvero 53 + 4. Questa regola connette il prodotto
(di potenze) con la somma (degli esponenti). Pur essendo
estremamente semplice ha varie conseguenze interessanti
come vedremo.
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| Potenze con esponenti interi |
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Ha un
senso moltiplicare un numero reale a
per "-1 volte con se stesso"? Può sembrare
strano, ma lasciamoci guidare per un attimo dalla regola (2): Se
proviamo a inserire m = 1
e n = -1
otteniamo a0
= a1
a-1.
Che cosa potrebbe voler dire a0
? Proviamo a porre
m = 1
e n = 0 nella
regola (2). Otteniamo a1
= a1 a0.
D'altra parte sappiamo che a1 = a.
Quindi
a
è uguale ad a
moltiplicato con
a0
. Ciò significa che, se vogliamo dare un senso a a0 ,
dobbiamo porre
Possiamo pensare che a "è
stato moltiplicato per zero volte con se stesso".
Riguardiamo l'enunciato a0
= a1
a-1
. Dalla (3) segue a1
a-1 = 1.
Quindi, se gli esponenti negativi hanno un senso,
avremo che a-1
è il reciproco di a
:
Si noti però che questo è solo possibile quando a ¹ 0.
Vediamo dunque che la frase "a
viene moltiplicato per -1 volte con se stesso"
può assumere un significato: Moltiplicare zero volte corrisponde al
numero 1 per la (3), e un numero "negativo" di
fattori corrisponde alla divisione. Infatti, se usiamo ancora una volta la regola (2)
ponendo n = -m,
dove m è un numero
naturale arbitrario (quindi n è
negativo) otteniamo
a0
= am
a-m,
e la (3) implica che a-m
è il reciproco di am
:
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che
anche questa volta possiamo formare soltanto quando a ¹ 0.
Questo è il risultato principale del paragrafo, la (4) ne è un caso
particolare ( m = 1). Si
vede facilmente che la regola (2)
è valida anche quando gli esponenti m
e n
sono numeri interi
arbitrari.
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| Potenze con esponenti razionali |
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Chiediamoci
adesso se ha un senso formare una potenza con un numero razionale come
esponente. Ricordiamoci: un numero razionale è un numero reale che può
essere scritto come quoziente di due numeri interi (una frazione). Ha un senso
dunque moltiplicare un numero reale a
per "1/2 volta con se stesso"? Cerchiamo anche questa volta di farci
guidare dalla regola (2) . Poniamo
m = 1/2
e n = 1/2 nella
(2) e otteniamo a1
= a1/2 × a1/2
º (a1/2)2.
Poiché a1 = a,
la cosa ha solo un senso quando
a1/2 è la
radice quadrata di a
:
che naturalmente possiamo formare
soltanto quando
a ³ 0.
Prima di continuare questo ragionamento soffermiamoci su una regola più
generale che segue dalla (2).
Moltiplicando entrambi i lati della (2) con ak,
dove k è un numero
naturale, e applicando la (2) abbiamo
e più in generale per un numero arbitrario di addendi nell'esponente avremo
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am + n + ... + k =
am a n ... ak
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(8) |
Questo ci permette di estendere il nostro ragionamento al reciproco di un
numero naturale qualsiasi q.
Infatti se consideriamo la (8) nel caso in cui l'esponente contiene q
addendi di forma 1/q,
otteniamo a1 =
a1/q ×
a1/q × ... ×
a1/q
º (a1/q) q,
da cui risulta che a1/q
è la q-esima radice
di a , cioè quel numero
(positivo) reale la qui potenza q-esima
è a:
Anche questo è soltanto possibile quando a ³ 0. |
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numeri razionali
Radici
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Adesso
dobbiamo fare un ultimo passo per poter considerare il caso di un numero
razionale arbitrario nell'esponente. Cominciamo con i numeri razionali positivi
(quindi quozienti p/q
di due numeri naturali). Osserviamo che quando nella (8)
l'esponente contiene p
addendi di forma 1/q,
abbiamo a p/q
= (a1/q) p,
dove p e q
sono numeri naturali arbitrari e a1/q
è definito dalla (9). Dunque a p/q è
la p-esima potenza
della radice q-esima di
a, e si vede
facilmente che ciò coincide con la q-esima
radice della p-esima potenza
di a. Abbiamo
quindi
|
a p/q =
(a1/q) p
=
(a p)1/q
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(10) |
Infine, se vogliamo mantenere valida la relazione (5) anche
quando m è un numero
razionale, otteniamo la seguente definizione per i numeri razionali
negativi :
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dove
il denominatore è definito dalla (10) . Possiamo verificare che le regole (2) e (5)
rimangono valide anche per gli esponenti
razionali.
Inoltre si derivano facilmente anche altre regole per il calcolo con le potenze:
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(15) |
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æ ç
è
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a
b
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ö ÷
ø
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m
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= |
a m
b m
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| (16) |
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æ ç
è
|
|
a
b
|
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ö ÷
ø
|
-m
|
= |
æ ç
è
|
|
b
a
|
|
ö ÷
ø
|
m
|
. |
| (17) |
Nelle (12)-(17) si hanno numeri
razionali arbitrari m e n.
La (14) ad esempio per m = 1/2
ci dice che la radice quadrata di 1/a
è uguale al reciproco della radice quadrata di a.
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Il passo successivo consisterebbe nell'estendere il concetto di potenza
anche al caso in cui l'esponente è un numero reale arbitrario. Ciò
avverrà in un capitolo successivo.
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esponenti reali
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Esercitiamoci ad usare le potenze.
Semplificare la
notazione
Il concetto esteso di potenza ha un effetto pratico: ci permette di evitare l'uso di
radici e frazioni nelle espressioni. Ad esempio può essere scritto
come (1 - x2)-1/2 . .
Trasformare
espressioni
La notazione con le potenze ci fornisce una visione unificata di operazioni
diverse, come calcolare il quadrato, estrarre radici o formare il reciproco.
Guardiamo un esempio. Come si può semplificare
la seguente espressione?La notazione
unificata ci permette di scriverla in forma
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x1/2
(1 + y)2
x
(1 + y)1/2
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| (20) |
e così basta applicare due volte la regola (12)
- letta da destra verso sinistra -
per trasformarla in
.
Denominatore
razionale
Pensiamo di dover calcolareMoltiplicando
numeratore e denominatore della frazione con Ö2
la (22) diventadalla quale si
ricava subito il risultatoIl trucco è
di "rendere razionale il denominatore" .
In generale può essere utile trasformare in questa maniera le frazioni con
radici quadrate nel denominatore. La chiave è l'identità
valida per qualsiasi a > 0.
Potenze
e l'ordinamento dei numeri reali
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Intuitivamente siamo abituati a pensare che elevare a potenza un numero maggiore
di 1 aumenta la sua grandezza. Esempio: 22 º 4 > 2.
Ciò non è sempre valido quando l'esponente è razionale. Ad esempio 41/2
fa 2 ed è quindi minore di 4. Anche gli esponenti negativi possono andare
contro all'intuizione per l'ordinamento dei numeri reali. Per esempio (1/4)-1/2 = 2
è maggiore di 1/4. Per ovviare a questi pericoli conviene tenere
presente le seguenti regole, dove m
ed m'
sono numeri razionali:
- Quando la base a > 1,
si ha che m < m'
implica am < am'.
- Quando la base a < 1,
si ha che m < m'
implica am > am'.
Ponendo m oppure m'
uguale a 0 oppure 1 si ottengono le situazioni più frequenti:
Esempio 1: Se a > 1
ed m < 1,
allora am < a.
(porre
m' = 1
nella prima regola).
Esempio 2: Se a > 1
ed m > 0,
allora am > 1. (porre m = 0
nella prima regola e sostituire m'
con m).
Possiamo quindi dire con certezza che il numero 1.010.7
è maggiore di 1
senza
starlo a calcolare. |
Anche le regole di calcolo per le potenze tornano utili in questi casi:
Esempio 3:
Il numero 0.20.7 è maggiore o minore di 1?
Poiché 0.2 = 1/5, possiamo scrivere la potenza come (1/5)0.7 =
1/(50.7). Ma (per la regola trovata nell'esempio 2)
sappiamo che 50.7 > 1, quindi il suo
reciproco è minore di 1.
Esempio 4: Il numero 0.2-0.7
è maggiore o minore di 1?
Scriviamo 0.2-0.7 = 1/(0.20.7)
che è il reciproco della potenza considerata nell'esempio 3 e
quindi sappiamo subito che la risposta è "maggiore di 1". |
Per potenze con lo stesso esponente e base diversa si usino le regole seguenti
(che si ricavano facilmente dalle precedenti): Per
0 < a < b
vale: Se m > 0,
allora am < bm;
se m < 0,
allora
am > bm.
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ordinamento dei numeri reali
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In quest'ultimo paragrafo riassumiamo le definizioni per le potenze con esponente razionale e diamo
uno sguardo ai temi dei capitoli
successivi.
Riassunto
Nel secondo e terzo paragrafo di questo capitolo abbiamo definito potenze ax
in cui l'esponente x è
un numero razionale qualsiasi
(cioè un numero reale che può essere scritto come quoziente di due numeri
interi). Passiamo in rassegna le definizioni:
- L'esponente è un numero naturale:
Per un numero naturale m
(m =1, 2, 3,...)
la potenza am
è il prodotto m-esimo
di a
con se stesso (la potenza m-esima
di a):
a × a × ... × a.
- L'esponente è zero:
In questo caso poniamo a0 = 1.
Si veda (3)
sopra.
- L'esponente è un numero negativo intero:
Per un numero naturale m
si ha a-m =
1/am.
Si veda (5) sopra.
- L'esponente è il reciproco di un numero naturale:
Per un numero naturale q
la potenza a1/q
è la radice q-esima
di a, cioè
quel numero positivo la cui potenza q-esima
è uguale ad a.
Si veda (9) sopra.
- L'esponente è un numero positivo razionale:
Per due numeri naturali p
e q si ha a p/q =
(a p)1/q,
cioè la radice q-esima
di a p.
Ciò coincide con (a1/q) p,
cioè la potenza p-esima
di a1/q,
dove a1/q
è definito al punto 4. Si veda (10) sopra.
- L'esponente è un numero negativo razionale:
Per un numero positivo razionale x
si ha a-x = 1/ax,
dove ax
è definito al punto 5. Ponendo x =
p/q
ritroviamo la (11).
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Qui a è un numero
reale (la base):
- che deve soddisfare a ³ 0
ogni volta che si estrae una radice.
- che deve soddisfare a ¹ 0
ogni volta che si forma il reciproco.
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Così è definita la potenza ax
per qualsiasi x
razionale. Le definizioni sono scelte in maniera tale da garantire la
validità della regola (2) anche per esponenti razionali. Di
conseguenza si ottengono le identità (12)-(17).
Prospettive
Avevamo già visto in precedenza (nel capitolo "Numeri") il concetto di potenza. Adesso l'abbiamo
precisato e generalizzato. Lo svilupperemo ulteriormente e lo analizzeremo nei
capitoli successivi:
- Quando fissiamo l'esponente e consideriamo la dipendenza di una
potenza dalla sua base, cioè la funzione
x ®
xm
con m fisso,
si parla di funzione potenza. Proprietà e grafici di
queste funzioni quando l'esponente m
è intero si trovano nel capitolo "Funzioni".
- La definizione di potenza può essere estesa ad esponenti
reali. Ciò avverrà nel capitolo "Funzioni esponenziali
e logaritmi".
- Nello stesso capitolo considereremo anche il caso in cui si
fissa la base e si studia la dipendenza di una potenza dal suo
esponente. Si tratta della funzione
x ®
ax
con a > 0
fisso, la funzione esponenziale. Tali funzioni si usano per
descrivere processi di crescita o decadimento e danno luogo alla
definizione del logaritmo.
- Infine si possono definire anche potenze con numeri complessi
come base o come esponente.
.Il motore per questi ulteriori sviluppi sarà ancora la semplice
regola (2) .
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Grafici di
funzioni potenza
Funzioni esponenziali e logaritmi
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