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Un' equazione in una variabile (incognita) x è una "tesi" del tipo
Una soluzione dell'equazione (1) è un elemento x Î G per il quale la "tesi" membro sinistro = membro destro è un enunciato vero. L'insieme di tutte le soluzioni sarà indicato con L. Potrà contenere uno o più (addirittura anche un numero infinito di) elementi oppure potrà essere l'insieme vuoto.
Per la variabile (incognita) si usa spesso la lettera x, ma si possono usare anche altre lettere.
Esempio: x + 2 = 5 sull'insieme G = R
dei numeri reali.
Esempio: n + 1 = n
sull'insieme G = N
dei numeri naturali. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Esempio: r2 = 4
sull'insieme G = R. Significato: Questa "tesi" diventa un enunciato vero soltanto quando r è un numero naturale il cui quadrato è 4. Ciò si verifica per il numero 2, ma anche per il numero -2. L'equazione ha due soluzioni, r = -2 e r = 2. Quindi L = {-2, 2}.
Esempio: 2 ( x + 1 ) = 2 x + 2
sull'insieme G = R.
| Identità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Alcune equazioni si risolvono facilmente. La tecnica risolutiva principale consiste nel trasformare un'equazione in modo tale da mantenere immutata la "tesi" che essa rappresenta. Tale procedimento si chiama trasformazione equivalente.
Una trasformazione equivalente consiste nel trasformare alla stessa maniera il membro sinistro e il membro destro. Questa trasformazione inoltre deve essere reversibile: deve essere possibile ritornare all'equazione originale con un'ulteriore trasformazione. In tal caso l'equazione originale e quella trasformata contengono la medesima informazione (sono quindi "equivalenti") e l'insieme di soluzioni è il medesimo.
In pratica le trasformazioni equivalenti vengono adoperate per semplificare
un'equazione senza modificare l'insieme delle soluzioni. Nel caso di
un'equazione lineare è sempre possibile ottenrere dopo poche trasformazioni
un'equazione che fornisce esplicitamente la soluzione.
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| Le trasformazioni equivalenti principali sono: | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Attenzione: Elevare al quadrato entrambi i membri di un'equazione
non è una trasformazione equivalente!
Esempio: x = 2 è una semplicissima
equazione con soluzione
L = {2}. Elevando al quadrato
entrambi i membri si ottiene x2
= 4 per la quale, come abbiamo visto sopra,
l'insieme delle soluzioni è L = {-2, 2}.
Quindi x = 2 e x2 = 4
non sono equazioni equivalenti. | Nell' Applet Trasformazioni equivalenti ci si può esercitare a riconoscere quando due equazioni sono equivalenti |
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Un'equazione lineare (nella variabile x) è un'equazione del tipo
Esempi di equazioni lineari: A volte possiamo trasformare equazioni apparentemente complicate in equazioni lineari. Esempio:
Equazione data: ( x + 1 )2 = x2 + 5
L'equazione x = x + 1 dimostra che l'insieme delle soluzioni di un'equazione lineare può essere l'insieme vuoto.
L'equazione 2 x + 1 = 2 x
+ 1 (che è verificata per qualsiasi numero) dimostra che un'equazione lineare
può avere un numero infinito di soluzioni
. Ciascuna equazione lineare può essere messa - tramite trasformazioni equivalenti - in forma
Da ciò deduciamo inoltre che la soluzione di un'equazione lineare del tipo (3) dove a e b sono numeri interi (e a ¹ 0), è sempre un numero razionale. Esempio: 6 x + 4 = 0 ha la soluzione x = - 4/6 = - 2/3. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Un' equazione di secondo grado (anche detta equazione quadratica) è un'equazione del tipo
Le equazioni di secondo grado più semplici sono:
(Esercizio: Si mettano le tre equazioni in forma tipica. Risposte. x2 - 1 = 0, cioè p = 0 e q = -1, x2 = 0, cioè p = 0 e q = 0, x2 + 1 = 0, cioè p = 0 e q = 1.) Per le soluzioni di un'equazione di secondo grado del tipo (5) possiamo usare la seguente formula:
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E' talmente importante che è necessario conoscerne la dimostrazione (cliccare qui
a fianco a destra) e inoltre è una formula da ritenere a memoria.
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Il significato è il seguente: A seconda che p2/4 - q
(il numero sotto radice) sia negativo, 0 oppure positivo, l'equazione non
ammette soluzioni reali, ne ammette una oppure due.
| Equazioni quadratiche |
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| spiegazione geometrica |
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Si ricordi che la radice di un numero reale (non negativo ) per
definizione è sempre ³ 0.
(ad esempio Ö4 ha solo un valore, e cioè 2,
mentre ± Ö4 sta a indicare
± 2, cioè i due valori - 2 e 2).
Esempio:
| sempre ³ 0 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Esempio: Equazione data: x2 - 2 = 0 (cioè p = 0 e q = - 2) Possiamo scriverla come x2 = 2 e ricavare le soluzioni ±Ö2. Qui non serve la formula, comunque essa ci darebbe
L'ultimo esempio illustra un fatto che risulta anche dalla formula (6). Quando i coefficienti p, q sono interi, le soluzioni contengono radici di numeri razionali e quindi in genere sono numeri irrazionali. Solo in alcuni casi particolari (che però vengono scelti spesso come esempi) compaiono radici che sono numeri razionali (o addirittura interi) | irrazionali | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Problema: Si trovi un'equazione di secondo grado che abbia come soluzioni i numeri 1 e 2 ! Soluzione: L'equazione è
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Per mascherare la semplicità della soluzione togliamo le parentesi e scriviamo
| Identità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ripetiamo l'argomento, ma adesso invece di fissare dei valori per le soluzioni, le chiamiamo semplicemente x1 e x2. L'equazione di secondo grado che possiede x1 e x2 come soluzioni è
Questo enunciato è il Teorema di Vieta che in genere viene riportato così
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Esempio: L'equazione x2 - 5 x
+ 6 = 0 che abbiamo già visto e risolto sopra
possiede le
soluzioni 2 e 3. La loro somma è 5 (cioè il negativo di p
= -5) e il loro prodotto è 6 (cioè q).
Alla base del teorema di Vieta sta il fatto che qualsiasi espressione del tipo x2 + p x + q che diventi zero per almeno un numero reale x può essere scritta come prodotto di fattori lineari (cioè di espressioni di forma a x + b, anche dette polinomi di primo grado, mentre un'espressione del tipo x2 + p x + q, o più in generale del tipo a x2 + b x + c, si chiama polinomio di secondo grado). |
Polinomi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Problema: Si scriva l'espressione x2 - 5 x + 6 come prodotto di fattori lineari! Soluzione: Abbiamo visto sopra che l'equazione di secondo grado corrispondente possiede le soluzioni 2 e 3. Si ha quindi l'identità Lo studio delle equazioni ci ha quindi fornito un metodo per scomporre alcune espressioni quadratiche in espressioni più elementari. I due fattori lineari hanno un ruolo simile a quello dei fattori primi per i numeri naturali. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Un'equazione di secondo grado può essere anche data in forma (4), cioè
A seconda che il numero sotto radice
Il numero b2 - 4 a c decide
quindi il numero di soluzioni. Ha lo stesso ruolo che prima aveva il numero p2/4 - q e
si chiama anche esso discriminante.
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Ci sono molte altre equazioni oltre a quelle lineari o di secondo grado:
Equazioni di terzo grado come:
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Tutte queste equazioni in linea di massima possono essere trattate con metodi
simili a quelli che abbiamo visto prima (non sempre con successo, perché spesso
le soluzioni - pur esistendo - non possono essere determinate con strumenti
elementari). A volte però ci si trova di fronte a un problema che
dobbiamo ancora menzionare. | Equazioni esponenziali e logaritmiche | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Può accadere che un'equazione non abbia senso per tutti gli elementi
dell'insieme di base G. Ad esempio
se nell'equazione fratta
(24) prendiamo R
come insieme di base, abbiamo un problema quando x
= - 6 oppure x = 0. In entrambi i
casi si tratterebbe di
dividere per 0, un'operazione che non è definita! Per questi due
valori di x non possiamo quindi
nemmeno chiedere se la "tesi" rappresentata dall'equazione è vera o falsa,
perché questa tesi non ha senso.
In questi casi perciò si escludono i valori problematici di G
ottenendo un insieme (più piccolo) D
che si chiama insieme di definizione. Solo gli elementi di questo insieme
possono essere presi in considerazione come soluzioni (l'idea alla base
dell'insieme di definizione è di eliminare i valori di x
che in realtà non dovrebbero nemmeno essere contenuti nell'insieme di base. A
volte però è difficile determinarli. Questo è il motivo della distinzione tra G
e D). Il nome insieme di definizione
deriva dal fatto che esso contiene solo quegli elementi dell'insieme di base per
i quali entrambi i membri dell'equazione sono definiti.
| la divisione per zero non è definita | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nel caso dell'equazione fratta (24) con G = R si ha D = R \ {- 6, 0}, ovvero, D = {x Î R | x ¹ - 6 e x ¹ 0}. In generale per un'equazione fratta, i valori da escludere sono quelli per cui almeno un denominatore diventa zero (ciò naturalmente ci conduce a considerare una o più nuove equazioni del tipo denominatore = 0 ).
Un problema simile si pone per l'equazione irrazionale (25).
Le due espressioni sotto radice devono essere ³ 0 perché l'equazione abbia un senso. Se prendiamo G = R
l'insieme di definizione è
D = {x Î R | x + 1 ³ 0 e
x2 - 5 ³ 0}. | il simbolo \ (insieme differenza) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Come si risolvono tali equazioni? Passiamo in rassegna i tre esempi
(23) - (25):
Nel capitolo "Funzioni" presenteremo un metodo di risoluzione grafico per equazioni di terzo grado come la (23). Nel caso di un' equazione fratta come la (24) possiamo eseguire delle trasformazioni equivalenti (vedi sopra). Possiamo moltiplicare entrambi i membri con Otterremo quindi l'equazione x (x + 3 ) = ( x + 6 ) ( x - 1), che togliendo le parentesi diventa x2 + 3 x = x 2 + 5 x - 6 . La possiamo risolvere eseguendo ulteriori trasformazioni equivalenti: x2 + 3 x = x 2 + 5 x - 6 | - x2 3 x = 5 x - 6 | - 5 x - 2 x = - 6 | : (- 2) x = 3 Visto che 3 Î D, abbiamo trovato la (unica) soluzione L = {3}. Nel caso di un' equazione irrazionale come la (25) non ci resta altro da fare che eseguire una trasformazione che non è una trasformazione equivalente. Il rischio è di ottenere soluzioni apparenti che in realtà non sono soluzioni. Se eleviamo al quadrato entrambi i membri della (25) (e ciò non è una trasformazione equivalente, si veda sopra), l'equazione si trasforma in x + 1 = x2 - 5. Quest'ultima è un'equazione di secondo grado che possiamo scrivere in forma x2 - x - 6 = 0 e dalla quale ricaviamo grazie alla formula risolutiva le soluzioni x1,2 = 1/2 ± 5/2, quindi x1 = - 2 e x2 = 3. Ma: questi due numeri non sono necessariamente soluzioni dell'equazione originaria, perché abbiamo eseguito un'operazione "illecita" e così facendo possiamo aver perso informazione. Infatti un piccolo calcolo ci mostra subito che il numero -2 non appartiene nemmeno all'insieme di definizione, perché né x + 1 ³ 0 né x2 - 5 ³ 0 sono verificate per x = -2, e quindi se poniamo x = -2 nell'equazione data (25) otteniamo un enunciato privo di senso in cui compaiono radici di numeri negativi. Invece il numero 3 appartiene a D ( per x = 3 vale infatti sia x + 1 ³ 0 sia x2 - 5 ³ 0) e inserito nell'equazione (25) ci fornisce l'enunciato Ö4 = Ö4, ovvero 2 = 2. Il numero 3 è quindi l'unica soluzione dell'equazione. Abbiamo dunque L = {3} nonostante il fatto che durante i nostri i calcoli fossero apparse due "soluzioni".
| risoluzione grafica zeri di un polinomio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||