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Perché il calcolo letterale?
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La matematica ha a che fare con ''calcolare''. Ma in ogni libro di matematica i calcoli vengono eseguiti
su lettere invece che su numeri.
Infatti non appena l'interesse supera i singoli numeri
da calcolare,
ci ritroviamo a fare osservazioni di carattere generale. Quali sono le regole che adoperiamo quando usiamo i
numeri ?
Una delle più semplici è la seguente: Quando sommiamo due numeri reali, l'ordine non ha importanza. Ad esempio
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Insiemi di numeri
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ed anche 3 + 7 = 7 + 3 oppure 1.3 + 17 = 17 + 1.3, e così via. Concisamente
possiamo scrivere
se x ed y
sono numeri reali. Ecco un enunciato che
tratta di numeri pur contenendo soltanto
lettere.
Si chiama
legge commutativa dell'addizione.
C'è anche la legge commutativa della moltiplicazione
se x ed y
sono numeri reali.
C'è poi un enunciato che mette in relazione addizione e moltiplicazione
per tutti i numeri reali a, b, c
e si chiama legge distributiva. L'abbiamo già vista in un capitolo
precedente. | |
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Legge distributiva
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In tutti gli esempi visti sopra abbiamo usato simboli astratti a posto di
numeri concreti. I simboli (le lettere) usati in questo senso si chiamano
variabili. Con le variabili
si formano le espressioni algebriche. Esempi di
espressioni sono x, a + b
e -(-s),
ma anche espressioni più complicate come
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x2, a2 (x - y) e a2 + b2. |
| (5) |
Potenze
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Possiamo usare le potenze, ad esempio i quadrati in (5),
come per i numeri concreti:
a0 a posto di 1 , a1
a posto di a ,
a2 a posto di a × a , a3
a posto di a × a × a
ecc.
In generale una potenza ha la forma an,
ed n si chiama esponente.
Vale la regola
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Potenze di numeri |
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per qualsiasi numero intero non negativo n.
Un'altra regola:
Nei capitoli successivi estenderemo il concetto di potenza ammettendo
come esponenti anche numeri negativi, razionali e infine reali arbitrari. Queste regole
rimarranno però sempre valide.
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esponenti che non sono numeri naturali
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Polinomi e coefficienti
Le espressioni costruite con variabili e numeri applicando le operazioni di
moltiplicazione, addizione e sottrazione si chiamano polinomi. Ad esempio
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5 x5 + 4 x3 -7 x2 + x - 1 |
| (8) |
è un polinomio nella variabile x e
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3
2
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a3 b2 - 2.17 a3 b + |
5 a b2
3
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- a + 2p b |
| (9) |
è un polinomio nelle variabili a e b.
I numeri 5, 4, -7, 1, -1 che compaiono nel primo polinomio e
3/2, -2.17, 5/3, -1, 2p nel secondo polinomio
si chiamano coefficienti. (si noti che p è solo un'abbreviazione per il numero reale 3.1415925...,
non una
variabile!
Non tutte le lettere sono automaticamente variabili). Un polinomio che consiste
di un' unica potenza e un coefficiente, come ad esempio
3 x5,
si chiama monomio.
Quando un polinomio dipende da un'unica variabile, la massima potenza con cui
compare questa variabile si dice grado oppure grado del
polinomio. Ad esempio (8) è un polinomio di quinto grado. Una
costante (in cui non compare variabile) può essere vista come polinomio di
grado zero (poiché
x0 = 1).
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altre proprietà
dei polinomi
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Frazioni algebriche
Se usiamo anche la divisione, otteniamo espressioni dette frazioni algebriche
come
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x
2 y
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, |
a + b
a - b
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e |
p
u
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( v2 - w2 )2 |
| (10) |
Qui c'è da ricordare che possiamo dividere per qualsiasi numero tranne lo zero!
Può quindi accadere che l'espressione non sia definita per certe scelte concrete
delle variabili (non possiamo scegliere ad esempio x = 2, y = 0
nella prima espressione, oppure a = 3, b = 3
nella seconda, oppure u = 0, v = 5, w = 5
nella terza!)
Ma questo per adesso non ci deve preoccupare. Conveniamo che in una frazione algebrica
le variabili possono soltanto assumere valori per i quali il
denominatore non diventa zero.
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Divisione per 0
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Poiché la potenza di una frazione è sempre la frazione delle potenze, si ha
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æ ç
è
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a
b
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ö ÷
ø
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n
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= |
an
bn
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. |
| (11) |
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Potenze di frazioni
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Parleremo più avanti del calcolo con le frazioni
algebriche.
Espressioni con radici
Un'espressione può anche contenere radici, come ad esempio
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| _____ Ö x + 6
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+ |
| _____ Ö x - 2
|
, |
| (12) |
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Radici
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Anche qui dobbiamo ricordare che non esiste la radice di un numero negativo.
Quindi questa espressione ha valore 4 quando x = 3
(si verifichi!),
ma non è definita per x = 1 (si
verifichi anche questo!).
Due regole:
- La radice di un prodotto è il prodotto delle radici:
Ö(a b) = Öa Öb.
-
La radice di una frazione è la frazione delle radici di numeratore e
denominatore :
Ö(a / b) = Öa / Öb.
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Abbiamo già visto che le espressioni possono essere
utilizzate per scrivere
regole di calcolo. La struttura di fondo è sempre la stessa: si scrivono due
espressioni di aspetto diverso che però hanno la proprietà di produrre sempre
lo stesso risultato quando sostituiamo le variabili con numeri concreti.
Tali enunciati si chiamano identità.
Un identità diventa un enunciato vero ogni qual volta si sostituiscono le
variabili con numeri concreti.
Gli enunciati (2), (3), (4),
(6), (7) e (11) sono
esempi di identità. Possiamo usarle per costruire altre regole che sono sempre
valide, come ad esempio
|
x ( y2 + z2 ) = x y2 + x z2, |
| (13) |
che è una semplice conseguenza di (4) ottenuta
sostituendo le variabili
a, b, c
con x, y2, z2 .
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Trasformare le espressioni
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Calcolo con le parentesi
Le identità servono per
trasformare le espressioni.
Spesso può essere utile concatenare varie trasformazioni. Consideriamo per
esempio l'espressione
3 (x + 2) - 2 x.
La possiamo semplificare "togliendo la parentesi" (cioè applicando la legge
distributiva), invertendo l'ordine degli addendi (legge commutativa
dell'addizione) e infine raccogliendo i multipli di x
(legge distributiva). Ecco il calcolo:
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3 x + 6 - 2 x = 3 x - 2 x + 6 |
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Tutte queste espressioni producono lo stesso valore se sostituiamo x
con un numero qualsiasi
(si provi x = 4 !) L'ultima è senza
dubbio la versione migliore. Con un poco di esercizio impareremo a tralasciare
alcuni passi intermedi e a scrivere direttamente:
|
3 (x + 2) - 2 x = 3 x + 6 - 2 x = x
+ 6 |
| (15) |
A volte - come nell'esempio appena visto - un'espressione si semplifica
togliendo le parentesi. In altri casi è più conveniente il contrario, cioè
raccogliere gli addendi a fattore comune. Esempio: gli addendi
dell'espressione x + x y + x2 hanno x
come fattore comune. Quindi possiamo scrivere
|
x + x y + x2 = x (1 + y + x), |
| (16) |
che rappresenta una semplificazione (infatti la seconda espressione può essere
descritta con le parole "si sommino x
ed y, si aggiunga 1 e si moltiplichi
il risultato con x". Si cerchi di
descrivere la prima espressione a parole e si noterà la differenza!)
Una situazione frequente è la moltiplicazione di due espressioni in
parentesi, come nel caso seguente:
Anche qui si possono togliere le parentesi. Dapprima lasceremo in
parentesi l'espressione
(x + y)
e useremo la legge distributiva per (a + b)
ottenendo
|
(a + b) (x + y) = a (x + y) + b (x + y), |
| (18) |
e in un secondo passo
Abbiamo quindi l'identità
|
(a + b) (x + y) = a x + a y + b x + b y. |
| (20) |
che ci dice che il prodotto di due somme si calcola moltiplicando ciascun
addendo nella prima parentesi con ciascun addendo nella seconda parentesi. Questa è
una regola da non dimenticare!
Tre esempi di questa regola:
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3ab + 3a×(-2a) + wb + w×(-2a) |
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9a2 - 6a - 3a + 2 = 9a2 - 9a + 2 , |
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I primi due esempi sono dettagliati, l'ultimo è più conciso. Si noti come
abbiamo trattato il segno negativo.
Lo stesso procedimento naturalmente può essere utilizzato per espressioni in
parentesi con più di due addendi. Si vedano due esempi cliccando qui a fianco a
destra.
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Fattorizzazione
A volte ci troviamo di fronte al problema opposto: Abbiamo un'espressione e
vorremmo sapere se la possiamo scrivere come prodotto di più espressioni (cioè
se la possiamo fattorizzare). Esempio: L'espressione data è
Si controlli con un breve calcolo che essa non è altro che
Altro esempio: L'espressione
non è altro che
Quale delle due espressioni (26) e (27)
vi sembra più semplice? Non sempre si riesce a vedere facilmente se
un'espressione è un prodotto di espressioni più semplici oppure no. Vedremo
qualche "trucco" più avanti parlando di prodotti
notevoli.
Un approccio sistematico è fornito dal Teorema di Vieta di cui ci
occuperemo in un capitolo successivo. Un altro procedimento è quello di dividere
un polinomio per un altro calcolando il "resto", analogamente a ciò che avviene
per i numeri.
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Teorema di
Vieta
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Trasformare le frazioni algebriche
Passiamo adesso alle espressioni con divisione, cioè alle frazioni algebriche.
Qui valgono le stesse regole che per le frazioni numeriche. | |
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Esempi ed osservazioni si trovano cliccando qui a fianco a destra..
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La semplificazione di una frazione algebrica è uno strumento importante
che dà spesso luogo ad equivoci. Si ricordi che possono essere soltanto
eliminati fattori comuni di numeratore e denominatore. Per esempio il
calcolo
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4a + 14b
2x - 6
|
= |
2a + 7b
x - 3
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| (28) |
è corretto: abbiamo eliminato il fattore 2 che era comune a ciascun
addendo del numeratore e del denominatore. Passo per passo, quello che è
avvenuto è
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4a + 14b
2x - 6
|
= |
2 (2a + 7b)
2 (x - 3)
|
= |
2 (2a + 7b)
2 (x - 3)
|
= |
2a + 7b
x - 3
|
|
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Invece
il calcolo
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5a + b
5x - 1
|
= |
a + b
x - 1
|
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| (30) |
è errato: infatti 5 non è un fattore comune di numeratore e denominatore
(si verifichi inserendo
a = b
= 1 e x = 2 !)
Lo stesso vale per le variabili. Il seguente calcolo è corretto
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x3 + 2x
x2 - x
|
= |
x2 + 2
x - 1
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| (31) |
mentre è errato
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a x + 1
a x - 1
|
= |
a x + 1
a x - 1
|
= |
x + 1
x - 1
|
. |
| (32) |
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Identità frequenti: prodotti notevoli
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Inizio pagina |
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.
Le seguenti identità - detti prodotti notevoli -
vanno ritenute a memoria:
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(a + b)2 = a2 + 2 a b + b2 |
| (33) |
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(a - b)2 = a2 - 2 a b + b2 |
| (34) |
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(a + b) (a - b) = a2 - b2 |
| (35) |
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Potete verificare le tre identità con i metodi discussi nel paragrafo
precedente.
Queste identità si applicano tipicamente per togliere le parentesi,
come in
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(2 u - 3)2 = (2u)2 - 2 × (2 u) × 3 + 32 = 4 u2 - 12 u + 9 |
|
che è una applicazione della (57) con a = 2 u
e b = 3,
ma anche per il problema opposto: la fattorizzazione, cioè per scrivere
un'espressione in forma di prodotto. Esempio: Possiamo scrivere come prodotto la
seguente espressione?
Sì, perché la (58) con a = x y
e b = 2 diventa l'identità
|
x2 y2 - 4 = (x y + 2) (x y - 2). |
| (61) |
Con un po' di esperienza si impara a riconoscere questo tipo di strutture.
L'identità (58) ci dice in parole povere che la
differenza di due quadrati può essere sempre scritta come prodotto. Vedete
che l'espressione
(60) è la differenza di due quadrati?
Altro esempio: Possiamo scrivere come prodotto la seguente espressione?
Sì, perché la (56) con a = x
e b = 1 diventa l'identità
Vediamo che le identità (56), (57) e (58)
possono essere lette
- ''da sinistra a destra'' (togliere le parentesi) e
- ''da destra a
sinistra'' (scrivere espressioni come prodotti, cioè fattorizzare)
a seconda di quello che ci serve al momento.
Un po' di esperienza
in questo senso si può acquisire lavorando con gli Applets qui
a fianco a destra.
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Applet Riconoscere strutture
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