Funzioni
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Funzioni come Input-Output Le funzioni (anche dette applicazioni) sono uno dei concetti più importanti della matematica. Non solo in matematica, ma anche in quasi tutte le applicazioni hanno un ruolo fondamentale. Questa applicabilità universale risale alla semplicità dell'idea che ne sta alla base. Allora che cos'è una funzione? Possiamo intenderla come un apparecchio di Input-Output. Prende un oggetto come Input e fornisce un oggetto come Output. E questo avviene secondo una prescrizione precisa (univoca) - gli stessi Input daranno sempre gli stessi Output. Tutto qua! Per noi "oggetto" per adesso significa "numero". Quindi una funzione
per noi per ora è una macchina che prende un numero come Input e lo
trasforma in un numero come Output. Ecco una
macchina del genere: Si inserisca un numero e si clicchi. Si provi con un altro numero. Prima di continuare, si ripeta questo procedimento diverse volte e si cerchi di scoprire come vengono trasformati i numeri inseriti. Avrete già capito: La macchina eleva al quadrato il numero dato. E' un calcolatore del quadrato. L'idea è di assegnare a ciascun numero x il suo quadrato x2 . La prescrizione è dunque "elevare al quadrato". Così abbiamo definito una funzione. Potremmo chiamarla "funzione quadrato". La prescrizione è univoca: gli stessi Input daranno sempre gli stessi Output, come già detto sopra. Potremmo adesso chiederci se vale anche il contrario, se dall'Output possiamo risalire all'Input. Se l'Output è il numero 4 - cos'era l'Input? Se rispondiamo "il numero 2", non abbiamo completamente ragione - potrebbe essere anche stato -2 ! Risalire all'Input non è sempre possibile! Le due caselle nel nostro calcolatore del quadrato non sono "equiparate". Se conosciamo il valore della casella di sinistra (Input), conosciamo anche il valore della casella di destra (Output), sarà il quadrato dell'Input. Ma dalla casella destra non possiamo necessariamente ricavare il valore della casella sinistra. Le funzioni lavorano quindi in una "direzione".
che abbiamo indicato con una freccia nel nostro calcolatore. Guardiamo adesso un'altra macchina: Si cerchi di scoprire come vengono trasformati i numeri inseriti. Scoperto? La macchina raddoppia il numero di Input e sottrae 1. La prescrizione adesso è "raddoppia e sottrai 1". Si tratta quindi della funzione "raddoppia e sottrai 1". Abbiamo visto per ora due funzioni:
In matematica si usano altre due notazioni più concise per caratterizzare le funzioni.
Adesso si vede chiaramente che cosa succede (o meglio, come agisce la funzione). Nella casella di sinistra c'è un numero qualsiasi x, nella casella di destra il suo quadrato x2. Analogamente si descrive l'azione della funzione g come
Oltre alla notazione con la freccia si usa anche un'altra notazione
che in pratica è anche più utile.
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Consideriamo nuovamente
la funzione f
: x ®
x2 che calcola il quadrato del numero di Input.
Ovviamente l'Output dipende dall'Input. Spesso si vuole esprimere ancora più semplicemente questa
dipendenza nella notazione indicando l'azione della
funzione in forma
Questo uso delle parentesi non va scambiato con l'uso delle parentesi per raccogliere
simboli. Le parentesi in
Il simbolo utilizzato non ha nessuna importanza e invece di (5) possiamo caratterizzare f in forma
Per illustrare questa notazione, ci vogliamo domandare che cosa è
La nostra funzione g può essere caratterizzata analogamente in forma
La dipendenza di una grandezza dall'altra espressa da questa notazione è un aspetto importante del concetto di funzione. Quando il valore di una grandezza y dipende dal valore di un'altra grandezza x (troveremo degli esempi concreti più avanti), la grandezza dipendente y viene scritta spesso come y(x), cioè il simbolo y viene utilizzato simultaneamente come nome di una grandezza (variabile) e di una funzione. (La grandezza dipendente y corrisponde all'"Output", quella indipendente x all' "Input"). |
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Si possono considerare funzioni anche per oggetti matematici diversi dai numeri. In generale per definire una funzione avremo bisogno di due insiemi che vogliamo chiamare A e B. Definizione: Una funzione (anche detta applicazione) f "dall'insieme A all'insieme B" è una prescrizione che assegna a ciascun elemento di A in maniera univoca un elemento dell'insieme B. Ciò si esprime scrivendo f
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Per adesso nei nostri
esempi si aveva A = B = R, l'insieme dei numeri reali. Per molte delle funzioni che impareremo a conoscere
l'insieme A (da cui possono scelti i valori di Input)
sarà un sottoinsieme di R. I valori di Output saranno quasi sempre numeri reali, cioè B = R. In questo caso si parla di funzioni reali. |
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Ogni volta che il valore di una grandezza dipende dal valore di un'altra grandezza, si ha una funzione. La natura e la nostra vita sono piene di questo tipo di dipendenze, e così un numero incommensurabile di processi e connessioni può essere descritto, modellato e compreso nel linguaggio matematico delle funzioni - a volte con grande precisione sotto forma di teorie molto evolute, altre volte soltanto in forma di rozze approssimazioni. Si consideri ad esempio un termometro appeso da qualche parte. La temperatura segnata non sarà sempre la stessa, ma varierà con il tempo, ad esempio con l'escursione termica giornaliera o stagionale. In altre parole, la temperatura dipende dall'istante in cui viene misurata. Ciò rappresenta una funzione: in un dato istante t (Input) viene segnata una certa temperatura T (Output). Diremo che "la temperatura è una funzione del tempo". Come abbiamo visto sopra si può usare il simbolo dell'Output (qui T ) come nome della funzione. A ciascun istante t il termometro (as)segna la temperatura T(t). Qualsiasi termometro concreto che vi viene in mente definisce una tale funzione. Che la temperatura sia da calcolare con una determinata procedura o che sia semplicemente da leggere non fa differenza - in ogni caso si tratta di una funzione, perché ad ogni istante t corrisponde una certa temperatura T. Qui a fianco troverete altri esempi di dipendenze di questo tipo.
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Abbiamo visto prima varie maniere di scrivere una funzione (notazione con la freccia, notazione con le parentesi). Si trattava di considerazioni di carattere formale, adesso vogliamo invece discutere come possiamo descrivere l'azione di una funzione matematicamente. Abbiamo già visto due esempi di funzioni: Una funzione f la cui azione è
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Espressioni |
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Si controlli che la macchina assegna davvero a ciascun x il valore (Si provi a inserire Analogamente si vede che qualsiasi espressione (che dipende da un'unica variabile)
definisce una funzione! |
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Ma attenzione: Non tutte le espressioni definiscono una funzione
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Le funzioni viste per ora sono tutte descritte da un'espressione in cui si applicano
operazioni elementari (o da loro derivate, come la radice) alla variabile x. Esistono però anche funzioni, la cui azione è
facilmente comprensibile, ma
per le quali non è facile (o addirittura non è possibile)
trovare una tale descrizione. Ecco
quattro esempi:
Questi esempi ci mostrano: Quello che conta quanto si definisce una funzione è l'univocità
della prescrizione. Che questa sia realizzata da una semplice espressione, da una distinzione di
vari casi, o che possa soltanto essere espressa in parole, non è tanto importante.
Qui vediamo la
differenza essenziale fra espressioni e funzioni. |
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Data una funzione, cioè una prescrizione per assegnare a un numero (che chiameremo x) un valore, può essere necessario avere una visione d'insieme della sua azione. Ad esempio può essere rilevante sapere per quali x essa assume il valore zero oppure conoscere il segno dei valori della funzione quando x è un numero molto grande. Una prima possibilità è data dalla tabella dei valori. Ciò significa che si riportano in una tabella vari valori di x con i valori della funzione corrispondenti, cioè vari esempi dell'azione della funzione. Lo esemplifichiamo per la funzione g data da Si otterranno 17 valori per x la cui distanza sarà data dal passo scelto, insieme ai rispettivi valori della funzione. Accanto ad ogni numero x nella colonna di sinistra si trova il valore Si scelgano anche passi diversi, ad esempio 100,10, 0.5, 0.1 e 0.01 ! Si usi questa tabella interattiva per rispondere alle seguenti domande:
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Tali colonne di numeri però non sono molto chiare. C'è un metodo molto migliore, per vedere proprietà importanti di una funzione in un colpo d'occhio, il metodo grafico di cui parleremo adesso. |
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Rappresentazione grafica della tabella dei valori Ogni riga nella tabella dei valori (vedi sopra) è composta da una coppia di numeri: un valore per la variabile indipendente (che come il solito chiameremo x) insieme al valore assegnato dalla funzione. Tali coppie di numeri possono essere rappresentate graficamente come punti di un piano. |
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Ricordiamo che nel piano possiamo introdurre due assi ortogonali.
La posizione di un punto sarà poi data da due numeri
(le sue coordinate). Chiamando gli assi rispettivamente asse delle x ("ascisse") e delle y ("ordinate"), la posizione di un punto è data
da una coppia Le coppie di numeri che compaiono nella tabella dei valori di una funzione f hanno sempre la forma
Ecco un esempio concreto.
Si controllino i tre valori della funzione ( -3, -2 e 1) e la posizione dei tre punti! La tabella dei valori contiene la stessa informazione che la posizione dei tre punti. Data la tabella, possiamo disegnare i tre punti. Viceversa, se conosciamo solo la parte destra della figura, possiamo ricostruire la tabella dei valori leggendo le coordinate. Il sistema cartesiano con i tre punti riportati non è altro che una rappresentazione grafica della tabella dei valori. Consideriamo adesso la stessa funzione con una tabella dei valori più ampia. Le coppie di numeri nella tabella hanno lo stesso colore dei punti corrispondenti nel sistema di coordinate x-y. Si controlli la loro posizione! Sopprimendo i numeri lungo gli assi e le linee ausiliarie
otteniamo Adesso che la tabella dei valori ha un numero più consistente di dati, la "funzione comincia ad assumere una forma". Con queste "forme" si lavora molto spesso in matematica. Riassumiamo che cosa ci mostra questo esempio: In parole povere, si disegna il grafico di una funzione riportando per i punti sull'asse delle x il valore corrispondente della funzione "in alto"
(oppure "in basso, se esso è negativo).
Viceversa, un punto con le coordinate Le tabelle dei valori hanno il difetto di contenere solo un certo numero di valori per x. Perciò la tabella dei valori contiene sempre meno informazione che la funzione stessa. Per ovviare a questo problema, definiamo adesso un oggetto geometrico che tiene conto di tutti i possibili valori di x. Definizione: Il grafico di una funzione f : R ® R è l'insieme di tutte
le coppie Nella notazione della teoria degli insiemi: |
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Poiché il piano è l'insieme di tutte le coppie di numeri, il grafico di una funzione può essere considerato un sottoinsieme del piano. Per quasi tutte le funzioni che ci interessano si tratta di una curva (una retta oppure una linea curva). Riguardiamo l'esempio della funzione f
data da |
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Lo si confronti con la rappresentazione grafica della tabella dei valori
che avevamo riportato sopra! Ogni riga della tabella corrisponde a un punto sulla curva.
Quest'ultima, fra l'altro, è una parabola - la ritroveremo (più avanti).
Sullo schermo (o anche in un disegno reale) il grafico di una funzione non è altro che la
rappresentazione grafica di una grande tabella di valori. Si pensi di avere
a disposizione una tabella di
f con duecento valori di x compresi fra C'è una notazione alternativa a (12) molto importante. Per le coordinate x e y di ciascun punto del grafico di una funzione abbiamo
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La
chiameremo equazione della funzione.
E' un'equazione nelle due variabili x e y. Ogni punto con le coordinate
Per descrivere una funzione, invece di usare |
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Grafici e curve Curve e (grafici di) funzioni sono strettamente connesse ma non sono la stessa cosa. Infatti non tutte le curve nel piano sono grafici di una funzione. Però c'è un criterio semplice per riconoscere le curve che sono grafici di una funzione:
osservare il dominio! Per adesso abbiamo parlato solo di grafici di funzioni
Esempio: La funzione |
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In questo paragrafo vogliamo discutere alcuni grafici concreti. In forma modificata li ritroveremo anche nel caso di funzioni più generali. Rappresentano un elemento importante per la nostra comprensione delle funzioni. Una funzione potenza è una funzione del tipo
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Si ricordi che
esponenti negativi significano che viene formato anche il reciproco:
x-1 significa
1/x, x-2 significa
1/x2, ecc. Per comprendere meglio questa notazione si veda il
capitolo "Potenze".
Per n = 1 abbiamo Cliccando qui sotto si trovano i grafici di queste funzioni. Alcuni di questi grafici sono curve che compaiono in molti contesti ed hanno un nome: ad esempio, prima e seconda bisettrice, parabola, iperbole. Una discussione più dettagliata si trova cliccando sotto. |
esponenti negativi |
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Le ultime quattro funzioni hanno
esponente negativo.
Possiamo scriverle come |
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Questo paragrafo ha lo scopo di presentare concetti e metodi che servono per applicare e analizzare le funzioni. Sono usati in molte aree della matematica moderna. Una funzione f assegna, parlando in generale, a ciascun elemento di un insieme A un elemento (univocamente determinato) dell'insieme B. Quando si definisce una funzione, bisogna specificare anche i due insiemi A, B. C'è una certa libertà nella scelta dell'insieme B. Bisogna soltanto accertare che tutti i valori della funzione appartengano a B - in altre parole, B deve essere "grande abbastanza". Nella massima parte dei casi che stiamo studiando A e B consistono di numeri reali, sono quindi R o sottoinsiemi di R. Quindi possiamo sempre porre Come abbiamo visto sopra l'insieme
A è detto
dominio della funzione f. L'insieme B è detto codominio della funzione f. L'insieme di tutti gli elementi di B che vengono assunti come valore dalla funzione,
cioè che sono valore della funzione per almeno un Quando una funzione è definita per Siano A e B sottoinsiemi di R e Uno zero della funzione f è un Gli zeri si trovano facilmente guardando il grafico: Ad ogni coppia Adesso un osservazione importante: Se
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è falsa per la massima parte degli Trovare gli zeri significa risolvere un'equazione! (Vedremo più avanti alcune semplici funzioni polinomiali come esempi). Se viceversa partiamo da un'equazione del tipo Abbiamo quindi un metodo generale per la risoluzione approssimata di un'equazione
del tipo |
equazioni |
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Questo
metodo può essere generalizzato: |
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L' Applet Funzioni e loro grafici
qui a fianco a destra vi aiuterà a capire meglio questi metodi e concetti.
Possiamo delegare al computer il compito di tracciare il grafico
di una funzione e di determinare con grande precisione gli zeri (o i punti
di intersezione) di due grafici. Alla fine di questo capitolo (vedi
sotto) troverete un
Plotter di funzioni che potrà servire
a questo scopo.
Quando la funzione f è positiva in un dato x (cioè Una funzione f è detta
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Funzioni e i loro grafici |
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Sia
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Il grafico di una funzione simmetrica è simmetrico rispetto all'asse delle y. Inoltre diciamo che una funzione
Il grafico di una funzione antisimmetrica è simmetrco rispetto all'origine.
| Esempi
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Le proprietà di simmetria di una funzione possono essere impiegate per semplificare i calcoli: Se conosciamo una proprietà di una funzione (anti)simmetrica (ad esempio l'andamento del suo grafico o la posizione degli zeri) per gli x ³ 0 avremo automaticamente anche la proprietà corrispondente per gli x < 0 . | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Si dice che una funzione
p si chiama periodo. Al crescere di x una funzione periodica "si ripete": Applicando due volte (3) otteniamo Alcune funzioni periodiche possiedono un periodo minimo (diremo che p è il periodo minimo se p è un periodo, ma nessun numero q tale che 0 < q < p è un periodo). Esistono però anche funzioni periodiche senza periodo minimo, come possiamo vedere cliccando qui a fianco a destra. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Esempi
di funzione periodiche:
Come illustra l'ultimo esempio, la continuazione periodica ci permette di definire molte altre funzioni periodiche. La periodicità di una funzione può essere impiegata per semplificare i calcoli: Se conosciamo una proprietà di una funzione con il periodo p (ad esempio l'andamento del suo grafico o la posizione degli zeri) per gli 0 £ x < p avremo automaticamente anche la proprietà corrispondente per gli altri x. Le funzioni periodiche vengono impiegate per modellare i fenomeni oscillatori. In tal caso x starà ad indicare il tempo e p il periodo . | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Le funzioni date da un polinomio di grado 0,1 oppure 2 vengono utilizzate molto frequentemente. Un elenco sistematico dei vari tipi si trova cliccando qui sotto. |
Polinomi |
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I
coefficienti del polinomio in questione sono indicati con d, k, a, b e c. Possono essere scelti a piacere. I grafici di queste funzioni
sono rette oppure parabole. La loro posizione dipende dai coefficienti. |
coefficienti |
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| Il coefficiente d è il valore della funzione per x uguale a 0 e indica l'ordinata del punto d'intersezione fra la retta e l'asse delle y. Il coefficiente k misura la "pendenza" della retta e si chiama coefficiente angolare. |
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Ci sono vari metodi per individuare la posizione del grafico di una funzione di primo ordine. Il più semplice consiste nel trovare due punti che vi giacciono e riportarli in un sistema cartesiano. Poiché sappiamo che il grafico è una retta, la possiamo tracciare subito con un righello. Quando |
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Abbiamo
già visto esempi di funzioni di secondo ordine in questo capitolo.
La "funzione quadrato" La posizione del grafico di una funzione di secondo ordine può essere
individuata attraverso un'analisi dell'espressione quadratica che la
definisce. Il segno di a ci
dice se la parabola volge la sua concavità verso l'alto o verso il basso.
Il valore assoluto di a determina la forma della parabola:
Quando |
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Abbiamo
già studiato le espressioni quadratiche in un altro capitolo. Alcune
delle loro proprietà adesso assumono un significato geometrico.
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Applet Equazioni di secondo grado 2 |
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Il concetto di funzione ci aiuta dunque a capire meglio le espressioni e le equazioni quadratiche. Esempio: Gli zeri della funzione Possiamo
anche capovolgere il ragionamento: Per risolvere l'equazione |
Equazioni di secondo grado |
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| Qualche esercizio sulla connessione fra funzioni e grafici si trova cliccando qui a fianco a destra. |
Riconoscere funzioni 1 Riconoscere grafici 1 Polinomi di terzo grado |
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Cliccando qui sotto troverete un "plotter" con cui potrete studiare
ulteriormente le funzioni e le loro proprietà.
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